Buongiorno amici Parrucchierandi! Oggi e per i prossimi due appuntamenti, Barberia Italiana ci parlerà di uno strumento molto importante e con una grande storia: il pettine! Buona lettura!

Ogni giorno usiamo questo attrezzo, lo impugniamo senza curarcene, senza pensare da dove provenga o quali siano state le sue evoluzioni nel corso dei secoli.

Ebbene sì, uno degli attrezzi più utilizzati e semplici che noi utilizziamo ha una delle storie più interessanti e curiose di sempre. Ovviamente i tuoi barbieri di fiducia, anno indagato come spesso hai letto nei nostri articoli, per scovare quali siano i segreti e le curiosità degli attrezzi che ci circondano.

Capire da dove provenga l’invenzione del pettine dobbiamo addentrarci nella storia, finendo incastrati in qualche recondito avvenimento preistorico. Si sa d’altra parte l’essere umano è sempre stato provvisto di peli e capelli, Questi ultimi appunto da gestire.

I primi rudimentali strumenti che possiamo definire come pettini, che non servivano come ora per pettinare i capelli, ma bensì per decorare e cardare i filamenti di piante tessili, risalgono addirittura all’epoca protoneolitica secondo alcuni oggetti rinvenuti nel tempo in diverse zone dell’Europa settentrionale.

Possiamo asserire con decisione e sicurezza che l’invenzione del pettine, di cui i primi “antenati” ricordavano vagamente una mano umana, è quindi preistorica.

Anche se per utilizzi del tutto diversi da quelli odierni.

La storia del pettine, o meglio la sua evoluzione, proseguirà in evoluzione per motivi a noi sconosciuti ma alquanto intuibili, fino a farlo diventare strumento per acconciare, pulire e ordinare i capelli già nel mondo antico.

I pettini nell’antichità non erano però solo semplici e pratici strumenti, molto spesso rivestivano infatti anche una funzione cultuale.

Ecco le nostre indagini a cosa ci han portato a scoprire:

Nell’antico Egitto già dall’epoca predinastica i pettini venivano conservati nelle tombe insieme ai defunti. In diverse tombe faraoniche e nobiliari sono stati trovati dei pettini in avorio, in altre necropoli della prima dinastia sono stati rinvenuti anche esemplari in corno e osso.

Questi presumibilmente erano utilizzati non solo come monili differenzianti del rango, ma anche come strumenti per acconciare parrucche. Alcuni tipi più sottili e piccoli dei pettini che noi conosciamo erano utilizzati per appuntare le trecce insieme agli spilloni.

Si trattava più in generale di un tipo di pettine con una sola fila di denti.

Questi preziosissimi attrezzi-ornamenti si presentavano con la costola che, poteva essere semplice o intagliata e raffigurare animali e/o uomini; a volte sull’impugnatura c’era inciso anche il nome del proprietario.

Nella Grecia antica invece il pettine faceva parte del corredo delle divinità.

Per esempio ad Argo vi era conservato un pettine aureo, creato affinché fosse usato da Atena (dea della sapienza e delle arti).

Altri monili più preziosi venivano offerti come ex voto anche ad Afrodite, che a quanto pare ne fosse un’amante che li collezionava, ed essendo dea della bellezza, della fertilità e dell’amore dorava adornarsene le chiome.

In epoca romana, come già bel sapete, vista la cura di barba e capelli, e le innumerevoli botteghe da barbiere, il pettine era già strumento indispensabile dell’arte di trattare, pulire e acconciare i capelli.

Ne abbiamo diversi esempi su rilievi di diversi monumenti funebri dedicati parrucchieri.

Ai tempi dell’impero poi, la moda voleva che le pettinature, sia maschili che femminili fossero molto elaborate ed è in questo periodo che possiamo asserire con un giusto ragionamento che i veri antenati, il più simile possibile ai nostri, iniziassero a pendere forma, con uno scopo molto simile a quello odierno, di fatti ecco che alcuni ritrovamenti riportano e dimostrano l’esistenza di pettini doppi, gli “antenati” dei pettini da pettinatura usati ancora oggi, con una fila di denti più serrata da una parte e una più larga dall’altra.

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