Coltivare benessere e conoscenza all’interno del Davines Village.

A questo scopo nasce un giardino botanico di 3.000 metri quadrati a coronamento del progetto architettonico della nuova sede aziendale Davines, emblema dei valori di bellezza, sostenibilità e benessere che da sempre animano il Gruppo.

Un giardino botanico da cui attingere per sviluppare in modo efficace e sostenibile le formulazioni dei propri prodotti e, al contempo, un luogo di ricarica interiore per offrire a dipendenti e visitatori un momento di contatto profondo con la natura. Con questo spirito il Gruppo Davines ha chiesto allo studio londinese di architettura paesaggistica del Buono Gazerwitz di completare attraverso un orto scientifico la progettazione delle aree verdi del Davines Village, la nuova sede del Gruppo realizzata dallo studio Matteo Thun & Partners e inaugurata nel settembre del 2018.

«L’idea di un giardino botanico dedicato alla ricerca scientifica è da sempre nella mia mente. Il fatto che Scienza e Natura – le due anime che contraddistinguono la nostra realtà – potessero non solo convivere, ma anche operare in armonica sinergia è un sogno a lungo coltivato che ora diviene realtà. L’Orto Scientifico offrirà ai laboratori Davines e Comfort Zone la possibilità di un contatto ancor più diretto con la natura e le sue infinite risorse, fungendo sia da strumento che da fonte d’ispirazione per il loro lavoro quotidiano». – Davide Bollati, Presidente Davines

Il Davines Village – la cui superficie di 77.000 metri quadrati è dedicata per l’80% al verde – accoglie quale ulteriore elemento fondante della sua identità l’Orto Scientifico, un laboratorio a cielo aperto la cui composizione è stata sviluppata in collaborazione con l’Università di Firenze. Le piante presenti al suo interno sono state selezionate in virtù delle loro funzionalità e proprietà scientifiche, utili agli studi della divisione Ricerca & Sviluppo del Gruppo.

Grazie alla presenza di specie rare e a rischio di estinzione, l’Orto Scientifico, coltivato secondo i principi dell’agricoltura biologica, diviene inoltre custode della biodiversità, tematica da sempre cara a Davines.
«Per la progettazione dell’Orto Scientifico di Davines ci siamo lasciati guidare da due ispirazioni: il paesaggio rurale circostante l’azienda e il cinquecentesco Giardino dei Semplici di Padova (Patrimonio dell’Umanità UNESCO), universalmente riconosciuto quale mirabile capostipite di tutti gli orti botanici del mondo. Un riferimento storico di grande rilevanza che ha rappresentato nei secoli la culla della relazione tra natura e scienza. La struttura dell’Orto Scientifico replica la sua pianta architettonica: un quadrato inscritto in un grande cerchio. Questa geometria, accanto alla profonda valenza simbolica che da sempre riveste, è un richiamo esplicito alla circolarità quale concetto chiave dell’approccio sostenibile di Davines».Tommaso del Buono, Co-fondatore dello studio del Buono Gazerwitz.

Su una superficie di circa 3.000 metri quadrati e con un diametro approssimativo di 60 metri, l’Orto Scientifico è stato concepito per divenire un luogo di “ricarica accelerata” per il corpo e per la mente: uno spazio in cui è sempre possibile accedere per godere degli effetti benefici, ormai scientificamente provati, derivanti dal contatto diretto con il verde. Intorno alla fontana collocata in posizione centrale si sviluppano, circoscritti da arbusti di salice, quattro macro aree dedicate ad altrettante categorie botaniche: l’Orto degli Aromi, l’Orto Medico, l’Orto dei Colori e l’Orto dei Profumi.

Un pergolato ospita tavoli dotati di prese elettriche che consentono ai dipendenti di lavorare all’aperto. C’è spazio anche per una Serra, progettata e realizzata in Inghilterra al fine di contenere le specie inadatte al clima emiliano ma funzionali alle ricerche del laboratorio dell’azienda. Tra queste il banano, tipico delle zone tropicali umide, e cactus caratteristici del Centro e del Sud America, aree dal clima tropicale secco. Al centro della Serra, una limonaia, i cui frutti sono noti da sempre per le molteplici proprietà cosmetiche e terapeutiche.
L’Orto Scientifico è cinto da un Arboreto, selezione di piante provenienti da tutto il mondo in rappresentanza della community internazionale Davines: a ogni filiale è stato chiesto infatti di indicare un albero tipico del proprio ambiente naturale, affinché la ricchezza culturale che contraddistingue il DNA di Davines potesse simbolicamente prendere vita.

«La piantumazione dell’ultimo albero segna in realtà l’inizio e non la fine del nostro progetto», commenta del Buono. «Ora sarà l’imprevedibilità della natura a definirne la crescita. A fianco del team di giardinieri a tempo pieno, stiamo valutando con Davines l’ipotesi di coinvolgere nella cura quotidiana di alcune sezioni dell’Orto Scientifico i dipendenti che lo desiderano. Occuparsi di un orto è profondamente rigenerante, ci fa sentire utili e cancella il senso di solitudine che spesso ci assale nelle città».

La scelta delle varietà botaniche presenti nell’Orto Scientifico è frutto della collaborazione tra i laboratori Davines e l’Università degli Studi di Firenze: insieme hanno individuato le proprietà delle varie specie affinché fossero rilevanti per gli sviluppi produttivi di Davines e Comfort Zone, i due marchi – rispettivamente haircare e skincare – del Gruppo. Sono state privilegiate specie dalle proprietà anti-ossidanti, come il corniolo e l’osmanthus; antinfiammatorie, come l’ibisco; promotrici del micro-circolo, come l’achillea.
Quattro le aree tematiche in cui si articola l’Orto Scientifico.
Nell’Orto degli Aromi crescono piante officinali e aromatiche da cui si estraggono olii essenziali le cui proprietà energizzanti, distensive e purificanti sono ampiamente sfruttate dai laboratori per le formulazioni dei prodotti. Ad esempio, gli olii essenziali di salvia officinalis, mentha piperita, mentha odorata e rosmarinus officinalis sono presenti all’interno della fragranza di Comfort Zone Body Active, tra le linee corpo più apprezzate. Basilico, coriandolo, timo, origano e altri aromi sono inoltre a disposizione degli chef del ristorante aziendale.
L’Orto Medico raduna erbe dalle proprietà curative che sono state centrali per lo sviluppo della moderna scienza farmaceutica. È l’orto più esteso e ospita molte piante virtuose, tra cui echinacea pallida, mirabilis jalapa, silybum marianum, lycium barbarum (goji), agastache mexicana e amaranthus caudatus. Le azioni da loro svolte sono alla base dell’efficacia di numerosi prodotti Davines – fra cui quelli della linea Naturaltech – e Comfort Zone, per le linee Remedy, Renight e Tranquillity.
Le piante tintorie animano l’Orto dei Colori. Delimitato da un filare di frutti antichi a spalliera e da un sentiero di fragole e violette di Parma, esso include varietà da cu si ricavano elementi coloranti, quali il carthamus tinctorius (giallo), l’isatis tinctoria (blu), e la rubia tinctorum (rosso).
In due aiuole poste alle estremità nord e sud dell’Orto Scientifico si trovano le incantevoli piante fiorite che danno vita all’Orto dei Profumi, la cui struttura evoca due parentesi, simbolo della concezione di bellezza per Davines: un abbraccio di più significati diversi e profondi. Peonie, gelsomini, arance, limoni, foglie di alloro, cortecce di cedro o sandalo, bacche di ginepro, resine di incenso e radici di iris divengono un prezioso trionfo olfattivo. Sono presenti inoltre diverse specie di rose, regine senza tempo dell’universo floreale: Boscobel, Vanessa Bell, Winchester Cathedral, Darcey Bussel, Munstead Wood, Buff Beauty e Wildeve.

All’estremità nord, il complesso del Davines Village è delimitato dal Kilometro Verde. Promosso a partire da un’idea del Presidente Davines Davide Bollati quale progetto di impatto positivo sul territorio, il Kilometro Verde si basa sugli studi del Professor Stefano Mancuso (Direttore dell’International Laboratory of Plant Neurobiology dell’Università degli Studi di Firenze) e sul progetto dello Studio Bellesi Giuntoli (specialista in architettura del paesaggio), invitando le aziende adiacenti a fare altrettanto.
400 alberi piantati e un bosco di cespugli costituiscono un filtro verde – ambientale, acustico e visivo – in grado di combattere l’inquinamento causato dalla vicina Autostrada del Sole, catturando le polveri sottili e assorbendo elevate concentrazioni di CO2 e inquinanti gassosi.

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